L’imputato di omesso versamento di ritenute, omesso versamento Iva e indebita compensazione può patteggiare senza saldare il debito tributario

Autore gianluca@carelli.org - Ven, 24/08/2018 - 17:43
La sentenza n.° 38684/18 della Corte di Cassazione inaugura un nuovo orientamento giurisprudenziale che finalmente delimita in maniera corretta l’ambito di applicazione dei reati tributari previsti dagli artt. 10 bis (omesso versamento di ritenute), 10 ter (omesso versamento IVA), 10 quater (indebita compensazione) della L. n.° 74/2000. La Cassazione ritiene, infatti, che poiché l’art.

Colpa medica, alle Sezioni Unite il rapporto tra legge Balduzzi e legge Gelli-Bianco

Autore gianluca@carelli.org - Gio, 23/11/2017 - 16:24

All’udienza del 21 dicembre 2017 le Sezioni Unite della Cassazione affronteranno e, si auspica, chiariranno la questione dell’interpretazione e dall’ambito applicativo delle norme della cd. Legge Gelli-Bianco (L. n.° 24/2017) che, in tema di colpa medica, hanno sostituito la precedente disciplina contenuta nella L. n.° 189/2012 cd. Legge Balduzzi.

Utilizzabili in sede penale i documenti rinvenuti dalla Guardia di Finanza durante un accesso non autorizzato

Autore gianluca@carelli.org - Mer, 22/11/2017 - 21:44

Gli elementi di prova assunti durante una verifica fiscale della Guardia di Finanza possono essere usati contro l’imprenditore accusato di evasione fiscale anche se l’accesso non è stato espressamente autorizzato dalla Procura della Repubblica territorialmente competente.

La confisca di prevenzione non scatta automaticamente sui beni dell’evasore fiscale

Autore gianluca@carelli.org - Mar, 21/11/2017 - 18:48

Con la sentenza n.° 53003 del 21 novembre 2017 la Cassazione segna un orientamento innovativo in materia di confisca di prevenzione affermando che la misura non può essere disposta automaticamente sui beni del presunto evasore fiscale.

Secondo la Suprema Corte, prima di adottare la confisca di prevenzione deve essere accertata la pericolosità generica del contribuente in quanto il mero status di evasore fiscale non è sufficiente ai fini del giudizio di pericolosità generica che legittima l'applicazione della confisca.

L'accesso all'email altrui è abusivo anche se si conosce la password

Autore gianluca@carelli.org - Mar, 21/11/2017 - 09:57

L'accesso alla casella di posta elettronica altrui, contro la volontà del titolare, è comportamento idoneo ad integrare il reato previsto e punito dall'art. 615 ter c.p. (accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico) anche se chi lo commette era a conoscenza della password personalizzata.

Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.° 52572/2017 depositata il 17/11/2017 giudicando punibile perseguibile la condotta della moglie che, entrata nell'account dell'ex marito, per dispetto ne ha modificato la password e la domanda di recupero.

Tre mesi al contribuente per evitare la condanna con il saldo della rateizzazione IVA benché già sotto processo

Autore gianluca@carelli.org - Lun, 20/11/2017 - 21:41

Il contribuente imputato per omesso versamento IVA ha diritto alla concessione di un termine di tre mesi per saldare la rateizzazione concordata con il fisco ed evitare il processo penale come previsto dalla versione novellata dell'art. 13 D.lvo n.° 74/2000 anche se l'entrata in vigore è avvenuta in corso di causa.

Lo ha sancito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n.° 52640 del 20 novembre 2017, ha accolto il ricorso di un imprenditore milanese per aver omesso il versamento di circa trecentomila euro di IVA.

Colpa medica, limiti applicativi della legge Gelli - Bianco

Autore gianluca@carelli.org - Lun, 20/11/2017 - 14:32

Con la sentenza n.° 50078 del 19 ottobre 2017, la Cassazione affronta il tema della colpa medica con riferimento ad un caso insorto in seguito ad un intervento chirurgico malriuscito di lifting al sopracciglio. Dopo la condanna sia in primo che in secondo grado, anche la Suprema Corte ha confermato la responsabilità del medico sia pure ai soli effetti delle statuizioni civili, in quanto il reato nel corso del processo era andato prescritto. Tuttavia i giudici hanno colto l’occasione per esaminare lo statuto della colpa medica in seguito alla entrata in vigore della L. n.° 24/2017, c.d.